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giovedì, gennaio 10, 2008

Fette di arancia candite

Oggi ho avuto una giornata intensa, in cui sono stata messa alla prova nel vero senso del termine, mi sono ritrovata a fare test, scrivere risposte, ragionare... con il tempo che tic tic tichete mi scorreva velocemente sotto il naso.
Dopo tanti anni è strano essere rimessi sotto esame.
Eppure mi ricordo quando all'università essere sotto esame non mi abbia mai disturbato particolarmente, anzi, il più delle volte ha tirato fuori il meglio di me. Però insomma, alla fine l'esercizio conta, quindi non so dire quale sia il risultato di questo esame, un pò arruginita lo ero di sicuro, comunque chi non risica non rosica, si dice così no? E allora... io mi sono buttata ora non resta che incrociare le dita.
e come portafortuna, pubblico lo splendido colore arancio che da anche il nome a questo gustossimo frutto.
Sotto Natale infatti ho provato a candire le fette di arancia, a me i canditi a dire la verità mica mi piacciono, e sono state davvero una bellissima scoperta, buone davvero... e ci credo con tutto lo zucchero che assorbono!!
Comunque se avete un poco di pazienza il risultato è davvero speciale e piace anche a chi solitamente (tipo me) odia i canditi, ottime da servire a fine pasto, possono diventare anche un bellissimo regalo Natalizio! La ricetta è presa da Cucina Italiana Dicembre 2006




Ingredienti
3 o 4 arance di Sicilia rigorosamente non trattate
350 g di zucchero
più lo zucchero per panarle

Procedimento
Tagliare nel senso orizzontale le arance, realizzando delle fette piuttosto spesse (circa 3 mm).
Sbollentare le fette in acqua per 3 volte di seguito.
Quindi riempite la pentola di acqua raggiungete il bollore, versate le fette, cuocete per 10 minuti. Scolate le arance, riempite nuovamente di acqua la pentola e ricominciate così per 3 volte.
Quindi Riempite nuovamente la pentola d'acqua e 350 g di zucchero, e cuoceteci nuovamente le fette di arancia, fino a vederle diventare belle lucide (io penso di averle cotte almeno 40-50 minuti), scolatele per bene, e passatele nello zucchero.
A questo punto le fette tutte belle inzuccherate vann omesse su una gratella e fatte asciugare almeno 12 ore. Se serve prima di servirle ripassatele nuovamente nello zucchero.
Si conservano per cira 15 giorno.

mercoledì, febbraio 21, 2007

Sformatino patate e taleggio



Questo è stato il contorno di San Valentino, buono, caldo e con que cuore liquido, adato alla situazione. Certo c'era un pò puzza di piedi.. ma che ci volete fare il taleggio ha quel profumino un pò così, ma è tanto buono! La ricetta l'ho presa da Cucina Italiana di Febbraio.

Ingredienti per 4

500 g di patate
100 g di taleggio
burro
prezzemolo

sale, pepe

Bisogna lessare le patate con la buccia, quindi pelarle e schiacciarle, vanno poi amalgamate con sale,pepe e prezzemolo a piacere.
Quindi si passa ad imburrare gli stampini, per sicurezza si può mettere un quadratino di carta forno sul fondo per facilitare il distacco degli sformatini, ricordandosi di imburrare anche la carta.

Si riempiono gli stampini con il composto di patate per metà poi si mette un quarto dle taleggio e si ricopre con altre patate.
Gli stampini vanno poi messi inuna teglia più grande riempita d'acqua per farli cuocere a bagnomaria in forno a 200° per 20 minuti



venerdì, gennaio 05, 2007

Tartellette ai gamberetti e broccolo


Anche questa piccola ricettina fa parte delle mie produzioni per il cenone di Capodanno, devo dire che è stata proprio una bella serata, c'erano tante cose buone da mangiare, gli amici giusti, ed è stato divertende giocare fino alle 5 alla nuova versione di Taboo. Eravamo tutti molto accaniti....ma poi dico io, perchè ci mettiamo sempre maschi contro femmine??
La ricetta è tratta dalla Cucina Italiana, solo che si prevedevano i cavolini di bruxelles, io invece ho preferito utilizzare il broccolo.

Ingredienti

per 12 tartellette
circa mezzo broccolo (600 g)
200 g di farina
100 g di burro
1 scalogno
circa 24 code di gamberi
limone
olio evo
sale & pepe

Procedimento

Per prima cosa è necessario preparare le tartellette, mescolando la farina con il burro morbido, quindi si aggiunge 1 presa di sale, la scorza grattuggiata di un limone e si impasta con 60 g di acqua. Una volta impastato si ricopre il tutto con la pellicola per alimenti e si mette a riposare in frigo per mezz'ora. Nel frattempo ho imburrato e infarinato le formine ed ho acceso il forno a 180°.
Passato il tempo ho steso l'impasto sottile e ho riempito le formine, quindi ci ho messo su dei fogliettini di carta forno e ho coperto con qualche fagiolo per non far gonfiare l'impasto.
quindi in forno a cuocere per 15 minuti circa, ma è sempre meglio tenerle d'occhio in modo che non si scuriscano troppo.
A parte ho lessato il broccolo, quindi tagliato a pezzi l'ho ripassato in un soffritto di olio e scalogno, ho salato e pepato, quindi ho tolto il broccolo e nello stesso olio ho saltato un paio di minuti le code di gambero, precedentemente pulite, anche qui sale e pepe.
Quindi ho formato le tartellette mettendo un pò di broccolo e un paio di code di gambero su ognuna.
Va servito caldo.

lunedì, dicembre 11, 2006

Quenelle di merluzzo con ragù di gamberetti

Ecco la mia ondata di piatti salati che continua impnemente, il fidanzato appare contento, quindi perchè fermarmi?
Questa ricetta l'ho presa dal numero di dicembre della Cucina Italiana, le modifiche da me apportate sono state l'utilizzo del merluzzo al posto del baccalà, e aumentare un pò il numero di gamberetti, che a mio parere erano comunque insufficienti per un giusto quantitativo di sughetto.

Ingredienti

400 g di merluzzo pulito (io ho utilizzato i filetti di merluzzo surgelati)
100 g di panna fresca
60 g di odori a dadini (carota, sedano e cipolla)
16 code di gambero
1 spicchio di aglio
1 rametto di maggiorana o 1 cucchiaino se usate quello secco
1 scalogno
1 noce di burro
1 bicchiere di vino bianco secco
olio evo
sale e pepe
prezzemolo

Procedimento


Per prima cosa si preparano le quenelle di merluzzo, mettendo il merluzzo a pezzi in un bel tegame capiente, aagiungeno l'aglio, lo scalogno tritato, la maggiorana e abbondante olio, quindi si mette abbondante olio, si copre con il coperchio e si lascia stufare per circa 30-40 minuti.

Già il profumo che si sprigionava durante questa prima lavorazione, lasciava ben sperare!!

Quindi una volta cotto bisogna trasferire il tutto, anche il fondo di cottura se ne è rimasto (altrimenti io ho aggiunto ancora olio) nel mixer e frullare.

Ora... io il mixer non ce l'ho quindi, per prima cosa ho infilato nel frullatore... e mi ha frullato solo la parte in basso, poi ho messo tutto nel bicchiere deel minipimer ed l'ho azionato, e mi si è triturata solo la parte in alto... insomma piano piano sono riuscita a frullare tutto!!

A voi andrà meglio!!

A queusto punto mettete il tutto in una terrina e con due cucchiai formate le quenelle (io ero abbastanza comica nell'operazione del passaggio della polpettina da un cucchiaio all'altro, avessi potuto avrei passato anche il braccio sotto la gamba.... insomma una vera contorsionista...e il fidanzato? Sul divano!!)

Formate le quenelle le ho messe belle belle in circolo sui piatti, e poco prima di servirle gl iho dato una riscaldata con il micronde. Oppure tenetele in caldo con altri metodi!

Mentre il merluzzo stufa, si può cominciare a preparare il ragù di gamberi, si mettono i dadini di odori in una padella con la noce di burro, si aggiunge il vino e si fa andare a fuoco medio fino a che non sfrigola, a quel punto si aggiunge la panna e gamberi tagliati a tocchetti, e si fa andare fino a che non si restringe un pò, quindi sale e pepe. E servire vicino alle quenelle di merluzzo.

lunedì, novembre 13, 2006

Brasato al vino rosso

Cominciamo con il sottolineare che sì, anche io cucino cose salate, ma che comunque l'ho fatto solo perchè mi ha spinto la mia mamma! (non di soli dolci vive una famiglia)

Dunque, la ricetta l'ho presa dall'ultimo numero di Cucina Italiana (Cannella!! Io sono abbonata a questa... che debbò fare.... ?!!)

Ingredienti

1 kg di coda di manzo o altro pezzo che vi aggrada per il brasato
75 cl di vino rosso (io ho usato un Nebbiolo, la rivista proponeva l'Amarone, o altre ricette prevedono il Barolo)
1 o 2 carote
1 costa di sedano
1 cipolla
4 o 5 grani di pepe (io ho usato quello nero ma si suggeriva quello verde)
3 bacche di ginepro


Una piccola digressione sul vino, la rivista suggerisce di non essere troppo pretenziosi con il vino, perchè comunque a causa della cottura lo stesso perde la sua struttura, quindi sì ad un vino corposo, come quelli che vi ho indicato, ma non di un annata pregiata, sarebbe un pò uno spreco...magari usatelo per accompagnare il piatto!!

La preparazione inizia il giorno precedente, si puliscono le carote, il sedano e la cipolla, si tagliano i primi due a tocchi e la cipolla a metà e si mettono in un bel recipiente capiente, quindi si aggiungono il pepe ed il ginepro, il pezzo di carne e si versa sopra il vino.

Quindi si copre con un coperchio e si lascia a macerare al fresco per almeno 12 ore (al fresco non al frigo... io quindi l'ho messo in terrazzo!)

Il giorno dopo si mette il tutto a cuocere a fuoco lento per due ore, poi si toglie la carne dal vino la si affetta e si riduce il sugo con un frullatore ad immersione.
Servire tiepido con il sughetto della cottura passato.

Ottimo con il purè.

Devo dire che la carne è rimasta morbidissima e nonostante la mancanza assoluta di sale era saporitissima, merito del vino.
Probabilmente la prossima volta dovrò pensare a come allungare un pò il sugo in modo che sia meno sapido!
Bon apetit!

lunedì, aprile 03, 2006

sformatini di asparagi



(per 4 ersone)
circa 180 g di asparagi già puliti, si tagliano a rondelle, lasciando intere le punte poi si mettono in una padella con una mezza cipolla tagliata a rondelle (la ricetta originale su Cucina Italiana, prevedeva lo scalogno), un po’ di olio e un po’ di acqua e si lasciano stufare fino a che non siano morbidi, aggiustare di sale
quindi si mettono in un frullatore insieme a due uova e 100 g di panna fresca (messo in maiuscolo, perchè l'ho modificato rispetto alla prima stesura del post) e si frulla, quindi si mettono in stampini imburrati e in forno a bagnomaria a 180° per circa 20-30 minuti.
Quindi ho preso della pasta sfoglia già stesa, l’ho spennellata con il tuorlo d’uovo, ci ho grattugiato su un bel po’ di parmigiano, quindi, ho tagliato a listarelle di circa 2 cm di larghezza, che ho arrotolato su se stesse, messe in forno a 190° per 17 min, se si stanno dorando troppo, coprirle con un foglio di carta forno. Posted by Picasa